MARTINO MIDALI E I 100 ALBERI D’AUTORE
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dic062017

MARTINO MIDALI E I 100 ALBERI D’AUTORE

MARTINO MIDALI E I 100 ALBERI D’AUTORE

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MARTINO MIDALI E I 100 ALBERI D’AUTORE
5.12.2017 | NAPOLI | Teatro San Carlo


Quest'anno per la 24a Edizione di "Il Natale dei 100 alberi d’autore” dell'associazione Sergio Valente,
il geniale Paolo Mezzadri di METALLIFILATI 
crea per MARTINO MIDALI un trittico di pezzi unici in ferro.

 

Dal connubio di tre alberi di dimensioni differenti, generati dall’utilizzo delle semplici mani, martello, saldatrice, pennello e alchimie varie, nasce quell’atmosfera tipica di un suggestivo paesaggio natalizio da vivere e condividere.

Una cascata di microled rende il tutto più magico e avvolgente creando un gioco di luci e ombre, volumi e proporzioni. La metafora di un albero di Natale, che non sopporta più di essere utilizzato solo pochi giorni l’anno. Il suo desiderio è quello di esserci anche quando è privo di una funzione riconosciuta. Un vero e proprio pezzo di interior design per 365 giorni all’anno.

 


Il Natale dei 100 alberi d’autore” è un appuntamento celebre in tutto il mondo dove vengono proposti piccoli alberi di Natale d’autore creati da stilisti e artisti famosi. Queste opere uniche vengono messe in vendita per raccogliere fondi da destinare ad Associazioni benefiche ed Enti di ricerca. Quest’anno i proventi saranno devoluti alla Fondazione Santobono-Pausilipon ONLUS di Napoli, legata all’omonima struttura sanitaria destinata esclusivamente all’infanzia.
La manifestazione è stata ospitata il 5 dicembre nel Salone degli Specchi del Teatro San Carlo di Napoli, il più antico e prestigioso Teatro d’Opera. Dal 6 all’8 dicembre 2017 la mostra sarà aperta a tutti e chiunque potrà acquistare gli alberi d’autore.

PAOLO MEZZADRI di METALLIFILATI| Artista cremonese che ha trasformato l’obbligo in passione, è in grado di donare al ferro un’anima. Le sue opere nascono dall’esigenza di trasformare gli scarti prodotti dall’azienda di famiglia in qualcosa di creativo - “Avrei dovuto proseguire il lavoro di mio padre, lavorare lamiere. Ma quello non ero io: ho capito presto che il ferro, in realtà, era una metafora del mio essere. Nella lavorazione industriale ogni pezzo di ferro è uguale all’altro e l’imperfetto viene scartato. Invece a me interessa modellare quell’imperfezione e renderla unica”.